Antinfiammatorio: differenze tra le versioni
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Gli antinfiammatori steroidei diffondono attraverso le membrane cellulari e formano un complesso con specifici [[Recettore (biochimica)|recettori]] [[citoplasma]]tici (recettori glucocorticoidi). Questi complessi penetrano nel [[Nucleo cellulare|nucleo]] e si legano al [[DNA]], stimolano ed inibiscono la trascrizione di [[RNA messaggero|m-RNA]] e comportano l'induzione di lipomodulina e [[macrocortina]] (conosciuta anche con il nome di lipocortina 1 o annessina 1), proteine inibitrici della [[fosfolipasi A2]]. Le lipocortinee sopprimono il rilascio di [[acido arachidonico]], un importante precursore delle [[prostaglandine]] e dei [[leucotrieni]], entrambi potenti mediatori nella risposta infiammatoria. |
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Versione delle 12:57, 26 mar 2020
L'aggettivo antinfiammatorio o antiflogistico è riferito alla proprietà di una sostanza, o di un particolare trattamento terapeutico, di ridurre un'infiammazione.
Classificazione
I farmaci antinfiammatori costituiscono una parte degli antalgici, rimediando al dolore attraverso la riduzione dell'infiammazione, al contrario, ad esempio, dei farmaci oppioidi o oppiacei che agiscono sui recettori oppiacei presenti nel cervello e nel midollo spinale.
Gli antinfiammatori sono a loro volta divisi in steroidei e non steroidei (comunemente chiamati FANS). Combattono infiammazioni di diverse cause, come i reumatismi, fratture, stomatite, febbre, distorsioni, borsite.
Gli antinfiammatori steroidei diffondono attraverso le membrane cellulari e formano un complesso con specifici recettori citoplasmatici (recettori glucocorticoidi). Questi complessi penetrano nel nucleo e si legano al DNA, stimolano ed inibiscono la trascrizione di m-RNA e comportano l'induzione di lipomodulina e macrocortina (conosciuta anche con il nome di lipocortina 1 o annessina 1), proteine inibitrici della fosfolipasi A2. Le lipocortinee sopprimono il rilascio di acido arachidonico, un importante precursore delle prostaglandine e dei leucotrieni, entrambi potenti mediatori nella risposta infiammatoria.
I FANS vanno invece ad inibire l'attività degli enzimi Cicloosigenasi di tipo 1 e 2 (COX 1-2) che convertono l'acido arachidonico in prostaglandine e trombossani.
Ciò riduce la dilatazione dei capillari e l'edema, l'essudazione fibrinosa, la migrazione fagocitaria e l'infiltrazione dei tessuti (in particolare da parte dei leucocitipolimorfonucleati), inibisce l'attività fibroblastica di deposizione di collagene e formazione di cicatrici, ritarda la rigenerazione epiteliale, diminuisce la proliferazione capillare (cioè la neovascolarizzazione postinfiammatoria).
Modalità d'azione
Questi farmaci presentano strutture chimiche spesso diverse. Tuttavia, condividono quattro aspetti comuni:
- Farmacologia: tutti gli antinfiammatori inibiscono la sintesi delle prostaglandine (mediatori dell'infiammazione).
- Attività: possiedono, oltre alle loro proprietà antinfiammatorie, effetti antalgici e antipiretici.
- Chimica : presentano gruppi acidi (o funzioni acide).
- Effetti collaterali: possono provocare lesioni delle fauci gastrica e duodenale, specificamente emorragie e ascessi.
I FANS agiscono inibendo l'azione delle ciclo-ossigenasi COX-1 e COX-2, due enzimi che catalizzano la formazione di prostaglandine dall'acido arachidonico. Le prostaglandine, oltre alla loro funzione infiammatoria, spingono le piastrine ad aggregarsi. Provocano peraltro la febbre (piressia) e infiammano il muco gastrico; ciò giustificando gli effetti collaterali dei FANS.
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