Lubny (Ukrainian: Лубни) is a city in the Poltava Oblast (province) of central Ukraine. Serving as the administrative center of the Lubny Raion (district), the city itself is also designated as a separate raion within the oblast. Its estimated population was around 52,600 in 1999.
Lubny is reputed to be one of the oldest cities in Ukraine, allegedly founded in 988 by knyaz (prince) Vladimir the Great (Volodymyr) of Kiev. The first written record, however, dates from 1107.
Initially, it was a small wooden fortress above the Sula River. The fortress quickly grew, and in the 15th or 16th century, it was owned by the powerful Wisniowiecki family. The town was ruled by Magdeburg rights and had a coat of arms.
In 1596, Lubny was the site of the last battle of Severyn Nalyvaiko against the Poles. In the 17th century the city was one of the largest in the area. In 1638 it had 2,646 inhabitants. Between 1648 and 1781, the town was the headquarters of the Lubny Cossack Regiment.
After a railroad line was constructed through Lubny in 1901, industry quickly grew and expanded in the city. During the German occupation in the Second World War, Lubny was the centre of major partisan (resistance) movement. On October 16, 1941 over a thousand of the city's Jews, including women and children, were massacred by German Einsatzgruppen on the outskirts of the city.
Lascia aperta la finestra che entra aria dammi un po' di tregua, lascia che io segua, che vedale cose come sono, sii buono lascia che mi arrivi il suono in stereo e non in mono. Dammi una visione a tutto campo dammi tempo, conta fino a cento, sento qualcosa che da sotto fa rumore suona forte dove nasce ma se esce muore lascialo suonare, c'e' gente che lo vuol sentire! Non metterci le mani non si puo' imitare altrimenti perde quel sapore particolare quel ruvido che rende originale. Smolla, non si controlla, il tipo gira sulla schiena e sulla testa e intorno c'e' la folla. Lscia fare a chi sa farlo bene conviene togliersi di mezzo, la Pina non si tiene!
La La La He He Hei La La La He He Hei ti parlo d'arte che sta fuori dai musei di gente agile, abile nel muoversi di notte dipinge lettere illegali con le tasche vuote. Suonano le bombole di chi ci crede suonano le ruote di una tavola sul marciapiede suona il maicrofono che tengo in mano suona chiaro, suona come sono. Lascia aperta la finestra che entra aria nuova, ci si prova, l'importante e' che anche tu ci creda! La senti nei polmoni, nel cavallo basso dei tuoi pantaloni, la senti nei campioniche girano sereni nella base, ribaltano le case del tuo paese.