IL REGIME FASCISTA DI MUSSOLINI
7.1 IL DIFFICILE DOPOGUERRA
4 novembre 1918 ostilità con l’Austria Italia vincitrice della prima guerra mondiale (secondo piano a Parigi)
carattere contradditorio delle pretese di Vittorio Emanuele Orlando [pres. Consiglio] e Sidney Sonnino [min.
esteri] che volevano: Trentino, Alto Adige e Trieste + Dalmazia e Fiume (controllo Adriatico settentrionale)
1919 Gabriele D’Annunzio “vittoria mutilata” marciò sulla città di Fiume (regime di occupazione
interalleata) e istituì una reggenza provvisoria [ REGGENZA DEL CARNARO] nessun intervento del governo
che voleva trarre vantaggio dalla situazione ma incrinò le prerogative della classe dirigente liberale
“legionari fiumani”: nazionalismo, retaggi della tradizione garibaldina, irredentismo, estremismo
sindacale, anarchia = avversione nei confronti della liberal-democrazia
Reduci di guerra: a cui avevano promesso la concessione di un pezzetto di terra una volta raggiunta la
vittoria (principalmente contadini)
Convinzione di essere alle soglie di una nuova era: finito il conflitto + rivoluzione russa [si aspettava in ita]
NORD: Braccio di ferro tra le lege di braccianti e proprietari terrieri: scioperi e boicottaggi imponibile di
manodopera + liste di collocamento paura e voglia di rivalsa dei proprietari terrieri
SUD: grandi latifondi occupazione delle terre incolte da parte dei contadini senza terra (assenza di
sindacati, quindi organizzate da associazioni di ex-combattenti)
CITTA’: ondata di scioperi. 1920 mobilitazione degli operai metalmeccanici SERRATA occupazione
delle fabbriche presidiate con le armi e iniziarono a organizzare il lavoro per conto proprio.
Posta in gioco di natura politica= determinare chi doveva avere il potere nelle fabbriche [consigli di fabbrica]
Novembre 1919 elezioni politiche a suffragio universale maschile
SISTEMA PROPORZIONALE: conta il maggior
Partito socialista: 32,3% voti, primo partito politico numero di voti in ogni singolo collegio
Partito popolare italiano (gennaio 1919, Luigi Sturzo): (+democratico, - stabile)
20,5% voti, i cattolici ripresero a partecipare alla vita
pubblica, superando il non expedit SISTEMA UNINOMINALE MAGGIORITARIO: conta
Liberali: tracollo passando da oltre 300 seggi (1913) a circa la maggioranza relativa, più voti nei rispettivi
200 (su 508), persero la maggioranza assoluta in seggi elettorali (-democratico, +stabile)
Parlamento, conservando comunque la maggioranza
relativa (rimaneva un partito di elite: non moderno)
Organizzazione politica incentrata sui notabili e sulla rete informale di rapporti all’interno del collegio
elettorale adatto più al sistema uninominale . / socialisti e popolari: strutture radicate sul territorio
Nitti mantenne per qualche mese il suo esecutivo grazie a un accordo di governo con il partito popolare.
1920 costretto alle dimissioni ( x poca fermezza) QUINTO GOVERNO GIOLITTI (liberale): tattica riformista e
mediatrice per evitare che l’occupazione delle fabbriche diventasse un moto rivoluzionario + programma
socialmente avanzato.
Pressioni sulla Confederazione generale del Lavoro e sull’Associazione degli industriali x:
Evitò che il sindacato continuasse l’occupazione delle fabbriche
Aumento salariale ai lavoratori e riconoscere ai loro rappresentanti un parziale controllo della
produzione.
27 settembre 1920 accordo che portò all’isolamento degli operai più radicali e portò allo sgombero
immediato delle fabbriche.
FIUME: novembre 1920 negoziato diretto con il Regno dei serbi, croati e sloveni TRATTATO DI
RAPALLO :
Italia: conservava Istria e la città di Zara / cedeva la Dalmazia
Fiume città indipendente
Intervento vincente dell’esercito contro la resistenza proclamata da D’Annunzio
Non superò l’ostilità del mondo industriale e finanziario. E non ebbe il consenso della corrente
massimalista (non avevano un disegno politico incapaci di guidare le rivendicazioni del biennio rosso
alimentato la paura del bolscevismo dei borghesi)
1912 scissione del Partito socialista italiano dall’estrema sinistra Antonio Gramsci e Amedeo Bordiga
fondarono il Partito comunista d’Italia (PCd’I)
Marzo 1919 Benito Mussolini fondò i fasci di combattimento. fascismo “sansepolcrista”: aggressivo
nazionalismo + prospettiva istituzionale repubblicana + venatura anticapitalista.
- Inizialmente riscosse scarsa fortuna [ 1919 nemmeno un deputato alla Camera].
- Nel 1920 durante le tensioni del “biennio rosso” acquisì forza proponendosi alla borghesia terriera padana
come strumento antisocialista: VIOLENZA.
1920 Bologna assalto a palazzo D’Accursio (giunta comunale socialista) socialisti aprono il fuoco morte di
alcuni fascisti ondata di violenze nella provincia come “rivendicazioni” “squadre d’azione”: reduci di
guerra e giovani studenti squadrismo dilagò in tutta l’Italia centrale
-sostenuti e finanziati dagli agrari, desiderio di rivincita classicista
-debole reazione delle istituzioni: autorità militari e civili locali imparziali lasciarono dilagare le violenze (rossi )
-liberali convinti di far entrare i liberali nel sistema politico vigente
1921 Giolitti anticipò le elezioni inserendo i fascisti nei “blocchi nazionali” (liste di coalizione):
1. Riconquistare la maggioranza perduta
2. Riassorbire al suo interno Eletti 35 deputati fascisti tra cui Mussolini
Luglio 1921 Giolitti Ivanoe Bonomi: arginare lo squadrismo (anche Mussolini voleva limitarne l’azione)
Agosto 1921 “patto di pacificazione”= Mussolini + Partito socialista e Confederazione Generale del Lavoro.
opposizione dei capi locali (ras) ne impedirono l’applicazione.
Novembre 1921 Partito nazionale fascista + potere Mussolini – potere ras 200.000 iscritti
Febbraio 1922 Bonomi Luigi Facta ( luogotenente dello statista piemontese) / doppio binario fascista:
- Violenza armata
- Manovra parlamentare
1 agosto 1922 “sciopero generale legalitario” in difesa delle libertà costituzionali (scarsa partecipazione, fascisti
padroni delle piazze). I Socialisti si dichiararono disponibili ad un governo di coalizione antifascista considerati
con diffidenza dai liberali.
Ottobre 1922 i massimalisti del PSI espulsero i riformisti del partito Partito Socialista Unitario leader Giacomo
Matteotti (Turati tra questi)
Nasce l’idea di una MARCIA SU ROMA per la conquista violenta del potere. Mussolini contava su :
1) atteggiamento non ostile di comandi militari
2) neutralità del Vaticano (temeva il comunismo)
3) banchieri e industriali rassicurati dall’idea di una politica economica liberista
4) Vittorio Emanuele III
28 ottobre 1922 squadre di camice nere si diressero alla spicciolata intorno a Roma , 25.000 uomini armati (non
avrebbero avuto alcun successo contro l’esercito). Vittorio Emanuele III non firmò il decreto di stato d’assedio
sottopostogli da Facta. dimissioni del primo ministro Mussolini (Milano) si inserisce nella crisi di governo
30 ottobre squadre fasciste entrarono a Roma Mussolini salì al Quirinale incaricato di formare un nuovo governo
FINE DELL’ITALIA LIBERALE governo di coalizione : liberali giolittiani + liberal-conservatori + popolari +
democratici. Ampio voto di fiducia alla Camera. (Giolitti credeva che il fascismo fosse solo una meteora politica)
I PRIMI PROVVEDIMENTI DI MUSSOLINI:
- Economia liberista : venire in contro alle aspettative degli industriali
- Rassicurare il Vaticano: rapporto diretto con la Curia che prescindesse dal Partito popolare RIFORMA
GENTILE : introdurre l’insegnamento obbligatorio della religione cattolica nelle scuole, nella riforma
scolastica di Giovanni Gentile (ministro della Pubblica istruzione).
- Liquidare le opposizioni: politica repressiva (sequestro dei giornali)
- 1922 Gran Consiglio del Fascismo dettare le linee guida del governo
- 1923 Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale ( composta dagli squadristi)
- LEGGE ACERBO: legge elettorale basata sul sistema maggioritario all’interno di un collegio unico
nazionale e prevedeva l’assegnazione di 2/3 della Camera alla lista che avesse preso almeno il 25% voti
Elezioni del 1924: i fascisti a capo del “listone nazionale” (liberali e cattolici conservatori)
violentissima ondata di squadrismo 64,9% voti, 374/533 seggi superflua la legge Acerbo
- 30 maggio 1924 requisitoria a Mussolini all’ apertura della Camera da Giacomo Matteotti (leader del
Partito Socialista unitario) denuncia le violenze, i brogli e le irregolarità delle elezioni 10 giugno
aggredito e rapito dagli squadristi 16 agosto cadavere vicino a Roma. [ Mussolini sembra abbia detto
“bisognerebbe spaccargli la testa”] ondata di sdegno + manifestazioni antifasciste: “Corriere della
Sera” di Albertini e “La Stampa” di Frassati fecero una campagna di stampa contro l’illegalismo fascista.
- SECCESSIONE DELL’AVENTINO: alla Camera i partiti di opposizione guidati dal liberale Giovanni
Amendola si astennero dai lavori parlamentari per riunirsi in un altro luogo. non divenne un iniziativa
politica concreta Vittorio Emanuele III si asteneva per paura di “un salto nel buio” protesta morale
- 3 gennaio 1925 Mussolini si assunse alla Camera la responsabilità dell’accaduto, chiudendo la questione
politica e morale del delitto Matteotti intenzione di trasformare in senso autoritario le istituzioni
mettendo a tacere le opposizioni
7.2 LA COSTRUZIONE DELLO STATO FASCISTA
1926 introduzione delle LEGGI FASCISTISSIME del giurista Alfredo Rocco nell’ordinamento giuridico italiano
1. 24 dicembre 1925 la carica di presidente del consiglio diventò quella di capo del governo.
2. 31 gennaio 1926 legge che rafforzò le funzioni del governo, a cui veniva attribuita la facoltà di emanare
le leggi autonomamente e senza riferirne in Parlamento, stravolgendo la divisione tra potere esecutivo e
legislativo.
3.
RAPPORTO CON IL RE:
Vittorio Emanuele III era il capo dello stato e aveva mantenuto il comando supremo delle forze armate e le sue
prerogative in politica estera. Il duce non entrò in conflitto con il re mancata creazione di un regime TOTALITARIO
26 febbraio 1926 carattere elettivo degli organi di governo locale podestà: nominato potere centrale
amministrazione delle province basata sul prefetto: di nomina governativa estensione del loro potere
di fronte ai dirigenti degli altri uffici statali e ai segretari federali: responsabili locali del Partito fascista
A differenza di quello che sarebbe successo in Germania (istituzioni naziste > stato tedesco: 1914
Fraenkel “il doppio stato”) in Italia ci fu una supremazia dello stato “fascistizzato” sul Partito
fascista. Mussolini si servì della macchina statale per governare e del partito come uno strumento
per la costruzione del consenso.
CORPORATIVISMO: in nome dell’interesse collettivo, gli specifici e contrapposti interessi dei lavoratori e del
padronato avrebbero trovato una conciliazione attraverso la mediazione dello stato. Strumento di mediazione e
di collaborazione fra datori di lavoro e operai.
3 aprile 1926 legge sindacale: soppressione del diritto di sciopero e della serrata (reati contro lo stato), la
soluzione delle controversie tra lavoratori e datori di lavoro affidata a una Magistratura del lavoro.
ad essere tutelati furono proprietà privata e libertà d’impresa e NON i lavoratori.
Istituirono un ministero delle Corporazioni e la Carta del Lavoro (1927): principi generali del
corporativismo che non assunsero valore giuridico.
1926 svolta autoritaria attentati a Mussolini regime di carattere totalitario
1928 RIFORMA ELETTORALE: elettore deve approvare o respingere, per la Camera dei deputati, una
lista unica nazionale di 400 candidati scelti dal gran consiglio del fascismo.
1929 consultazione = PLEBISCITO: votare su o no contro la lista unica nazionale fatta dal governo
Camera dei deputati funzionava non autonomamente 1939 trasformata in Camera dei fasci e
delle corporazioni, membri nominati dall’alto
L’ANTIFASCISMO TRA OPPOSIZIONE E REPRESSIONE:
Divergenze di ordine ideologico (comunisti: rivoluzionari vs forze politiche che volevano preservare la
democrazia parlamentare).
Contrasto generazionale : giovani impulso etico all’azione , muovere la milizia (es. Piero Gobetti) /
vecchi dirigenti tergiversavano disorientati, silenzio ( Benedetto Croce: Manifesto degli intellettuali
antifascisti 1925, documento di risposta al Manifesto degli intellettuali fascisti di Giovanni Gentile)
Militanti antifascisti agivano in clandestinità ( es. comunisti )
Migrazione all’estero gruppi di esuli x forme di opposizione al regime in Francia vi erano leader
socialisti come Turati e Treves 1927 Concentrazione di azione antifascista: Partito socialista italiano +
Partito repubblicano + Confederazione generale del lavoro pubblicistica di denuncia ma non
effettivamente incisivi sulla situazione politica italiana.
1929 Giustizia e liberà fondato a Parigi da Emilio Lussu e Carlo Rosselli: giovani di diverse matrici
politiche che si riconoscevano nei postulati del socialismo liberale.
Partito comunista: atteggiamento di isolamento accusavano i socialisti di “socialfascismo” : non vi era
nessuna differenza sostanziale tra un governo fascista e uno socialdemocratico dato che rifiutando la
riforma comunista l’unico esito “oggettivo” era uno stato capitalista e reazionario.
1927 arresto di Antonio Gramsci che morirà in carcere Palmiro Togliatti (leader dell’Internazionale
comunista) direzione del partito, definì il fascismo come un “regime reazionario di massa”
denunciandone caratteri dittatoriali e capacità di coinvolgimento della collettività
RAPPORTO CON LA CHIESA (Pio XI):
Mussolini consapevole che per consolidare il potere doveva risolvere la “questione romana” (Chiesa
fortemente radicata nella società italiana). Vaticano voleva una stabilizzazione, anche autoritaria, della
situazione politica italiana per evitare l’avanzata di forze laiche e anticattoliche.
11 febbraio 1929 PATTI LATERANENSI firmati da Mussolini e dal cardinale Gasparri:
-trattato internazionale: Santa Sede riconosceva la sovranità del Regno d’Italia con Roma capitale, mentre lo
Stato italiano riconosceva la città del Vaticano un’ entità territoriale sovrana.
-concordato: garantì alla chiesa uno stato di assoluto privilegio, ripudiando il principio liberale di laicità (libero
stato libera chiesa). Cattolicesimo religione si stato. + l’Azione cattolica continuava le attività sganciata da ogni
azione politica.
Mussolini = uomo della provvidenza.
Contrasto per la formazione intellettuale e morale dei giovani, chiesa non disposta a lasciare mano libera al
regime. 1931 le sedi dell’Azione cattolica (interferiva coi piani fascisti) bersaglio di violenze squadriste
ridimensionamento dell’Azione cattolica
o Mobilitazione di massa misure repressive + consenso diffuso “uomo nuovo”: 1926 operazione
nazionale Balilla: istruzione ginnico-sportiva e militare dei ragazzi 6-18 anni
o 1931 imposto ai professori un giuramento di fedeltà passiva accettazione
o Controllo della carta stampata, della radio e del cinema 1937 ministero per la Cultura popolare
(Minculpop) “veline” : versione ufficiale degli avvenimenti che doveva essere unanimemente adottata
7.3 ECONOMIA E SOCIETA’ DURANTE IL FASCISMO
1922-1925 politica economica LIBERISTA ministro delle Finanze e del Tesoro Alberto De’ Stefani
1925 in poi politica economica INTERVENTISTA (statalista) ministro Giuseppe Volpi
1927 rivalutazione della moneta, “quota 90” ( 90 lire x 1 sterlina) x migliorare le condizioni economiche del
ceto medio, principale sostegno politico del regime risultati positivi:
1. Rifrancò la piccola e media borghesia, garantendole il potere d’ acquisto dei propri redditi e la
salvaguardia dei propri risparmi;
2. Rassicurò i creditori esteri (americani, con cui erano indebitati);
3. Ridusse i costi delle importazioni
Risultati negativi:
Taglio dei salari nominali, che persero potere
1. Limitazione dell’accesso al credito d’acquisto. Gruppi industriali (chimico e elettrico)
2. Conversione forzosa del debito pubblico avvantaggiati dalla politica di incentivi (varati per
3. Flessione delle esportazioni ottenere consenso)
Inizialmente le misure adottate per aumentare la produzione industriale e agricola attutirono gli effetti della crisi
del ’29. 1930 recessione del mercato mondiale colpisce l’Italia provvedimenti di emergenza: programma di
lavori pubblici, sostegno settori più in difficoltà, indirizzo rigidamente autarchico, ovvero improntato
all’autosufficienza. investimenti pubblici (infrastrutture: Agro Pontino)
AUTARCHIA:indipendenza
- Istituto mobiliare italiano : erogazione del credito a medio e lungo
dall’estero della vita economica di
termine alle attività industriali.
uno stato . Adozione di meccanismi
– Istituto per la ricostruzione industriale : a cui la Banca d’Italia assicurò i
economici tali da sottrarre un paese
fondi per diventare l’azionista di maggioranza delle 3 più importanti
a rapporti di indipendenza in modo
banche d’Italia struttura permanente: all’indirizzo dirigistico
da fare assegnamento solo sulle
Trasferimento delle risorse dall’agricoltura all’industria < latifondo proprie risorse(produzione interna,
divario fra il Nord e il Sud assistenza sociale: politica di incremento riduzione delle importazioni)
demografico (opera nazionale per la maternità e l’infanzia) famiglie
numerose, tassa per i celibi comunque ci fù un calo della natività
7.4 POLITICA ESTERA AMBIVALENTE DI MUSSOLINI
Rulo limitato sullo scenario europeo (Francia e Inghilterra) nonostante la vittoria in guerra anni ’20 politica
estera prudente e moderata 1925 accordo di Locarno
Area di influenza italiana nell’Europa danubiano-balcanica buoni rapporti con Bulgaria, Romania e Ungheria
Anni 30’(ascesa al potere di Hitler) Mussolini assieme alla Francia e alla Gran Bretagna attua misure per
contenere il revisionismo tedesco 1935 ACCORDI DI STRESA: a Stresa sul lago Maggiore i governi Italiano,
Francese e Inglese sottoscrissero un’ accordo con cui condannavano il riarmo tedesco e confermavano la
necessità di preservare l’indipendenza dell’Austria.
ETIOPIA il governo fascista voleva ridurla ad un protettorato giocando sui conflitti tra i capi feudali e in negus
Haile Selassie I 1935 Mussolini fece iniziare la preparazione della campagna militare. la Società delle
Nazioni approvò l’adozione di sanzioni economiche: embargo per le merci necessarie alla guerra, cessione di
crediti e misure che colpivano le esportazioni italiane. con il monopolio dell’informazione i fascisti fecero
credere agli italiani di essere sotto assedio economico per le scelte in politica estera = guerra celebrata dal
regime 1936 Mussolini proclamava la restaurazione dell’Impero “sui colli fatali di Roma” offrendo a Vittorio
Emanuele III la corona: Africa orientale italiana