04/08/21

La mia estate

Questa estate di caldo continuo ed asfissiante al punto che faccio fatica a respirare.
Questa estate arrivata troppo presto e in maniera esagerata.
Questa estate che mi toglie le forze e mi costringe a letto inattiva e nervosa, gonfia e dolorante, che ogni cosa diventa faticosa, che mi toglie l'appetito ma tanto non dimagrisco, che mi ha sballato il sonno, che mi annoia e mi rende apatica.
Questa estate piena di analisi e diagnosi, timori e speranze, voglie, rinunce e progetti folli.
Questa estate che somiglia in modo sgradevole ad un lockdown autoimposto.
Questa estate, che per quanto mi riguarda non finirà mai troppo presto, mi ha abbondantemente rotto i cabasisi!


15/03/21

Benvenuta Moka

Da poco più di una settimana abbiamo un nuovo membro in famiglia: si chiama Moka, quattro chili di tenerezza.
Attesa per oltre due mesi e finalmente accolta in casa con gioia ed emozione.
Si è abituata subito a dormire nella sua cuccia, non abbaia quasi mai ed è esilarante quando, un paio di volte al giorno, si lascia andare al "momento follia", cinque minuti di corse forsennate con derapate sui pavimenti e, occasionalmente, qualche craniata contro le gambe del tavolo.
Dopo un po' subentra la meditazione yoga, si blocca fissando il vuoto, crolla addormentata e comincia a russare sonoramente neanche fosse un omone che ha sollevato casse per tutto il giorno e si sia ubriacato prima di andare a dormire.
Se è vero che le proporzioni contano qui "qualquadra non cosa" perché non è possibile che un esserino così minuscolo faccia tanta pipì a meno che non sia 70% vescica e 30% cane, immediatamente è stata soprannominata "Vescica di Satana" e di conseguenza io sono diventata "nostra signora della scopa e dello straccio" per farla breve: l'eterna lotta tra il bene e il male.
Il post finisce qui, Vescica di Satana ha colpito ancora!





18/02/21

...affacciati alla finestra amore mio...


Ci ho messo otto giorni prima di scrivere questo post, sto invecchiando male e i tempi per metabolizzare i momenti "forti" diventano sempre più lunghi.
TralAlì si è laureata la scorsa settimana, ci sono stati momenti di commozione e panico, ricordi agrodolci, assenze che si sono rivelate più pesanti del previsto e una simpatica crisi allergica da bouquet che mi ha costretto a ricorrere al cortisone ma mi ha anche aiutato a mascherare qualche lacrimuccia di troppo. 
Ha voluto che ad incoronarla fosse suo fratello al quale ha regalato una fogliolina d'alloro come augurio per la sua laurea futura.  
A proposito di Sid, aveva comprato una decina di tubi sparacoriandoli per festeggiare la sorella e nell' euforia del momento è riuscito ad esploderli tutti lui , per la cronaca: ho provato a resistere ma alla fine ho mollato la presa per paura che mi partisse in faccia. 
Anche per lei proclamazione on line e festeggiamenti casalinghi, niente amici, niente scherzi goliardici tradizionali, tutto un po' sottotono e la mancanza fisica degli amici e dei parenti più cari si è sentita parecchio.
Della pandemia ricorderemo anche questo: un intero anno accademico di laureati al balcone.



Buona vita figlia mia 💖





                                           


09/02/21

Sono ricc...ah, no!


Ogni mattina una Daniela si sveglia e sa che, aprendo la posta elettronica, scoprirà di essere ricca a sua insaputa.😄 

02/02/21

Punti di vista (fateviica##ivostri)

Durante questa pandemia abbiamo scelto (e continuiamo a farlo) di proteggere noi stessi e le persone a noi care: nessuno di noi quattro incontra gli amici, abbiamo azzerato le uscite non necessarie e anche le visite mediche non urgenti (io pagherò un prezzo alto per questo, lo so già). Non si può andare a mangiare fuori ma, per dare una mano, una volta a settimana ordiniamo a domicilio dai ristoratori che frequentavamo abitualmente. 

Le nonne sono piuttosto anziane e mio cognato è cardiopatico quindi cerchiamo di evitare visite e contatti. Nessuno di noi ha voglia di contrarre questo virus dal quale non sai cosa aspettarti visto che si comporta come una roulette russa: positivo asintomatico, positivo pauci sintomatico e via via sempre peggio fino ad ucciderti.

Non abbiamo festeggiato i 50 anni del Bello e ci siamo limitati ad ospitare le nonne solo per il pranzo di Natale con tutti gli accorgimenti del caso: tavola in salotto allungata come se fossimo 20 (eravamo solo in sette) per tenere più spazio possibile tra i commensali, timer nel cellulare per ricordarci di arieggiare la stanza ogni ora, detergente con alcool, disinfettante e rotolo di carta al posto degli asciugamani in bagno, niente baci e abbracci.

Non ci vedevamo dai primi di ottobre e continuiamo a non vederci se non in video chiamata. Unico strappo alla regola una domenica pomeriggio per il compleanno di mia madre, ma sono andata da sola per portarle il regalo e mi sono fermata per un'oretta senza togliere la mascherina.

Tirando le somme la sensazione è di essere assediati e non passa giorno senza sentire o pronunciare la fatidica frase: "sai chi è risultato positivo?"

Segui le regole e i comportamenti consigliati e realizzi che questi 11 mesi assurdi stanno cominciando a presentare il conto in termini di stanchezza mentale e fisica, sai che non potrà migliorare se non quando (quando?) questo virus sarà finalmente debellato e aspetti, sopporti, cerchi di dare coraggio anche quando ti viene voglia di urlare per la frustrazione. 

Nel frattempo guardi con schifata costernazione chi continua a minimizzare o addirittura negare la gravità della situazione.

Ma la cosa che mi fa diventare una iena più dei minimizzatori, dei negazionisti, dei nasi fuori dalla mascherina e dei vaccinofobi del piffero sono quelli/e (alcuni/e nemmeno li/e conosco di persona) che non si fanno i cazzi propri e che durante le conversazioni telefoniche si permettono di giudicare e criticare il nostro mantenere le distanze.

LORO non potrebbero rinunciare MAI ad abbracciare madri/padri/sorelle/fratelli fino alla settima generazione, LORO agli affetti ci tengono TROPPO e non potrebbero stare tutto questo tempo senza incontrarsi!!!

Da ciò si evince che noi, invece, siamo delle piccole teste di cazzo esagerate, senza cuore né sentimento che abbiamo approfittato della paura del contagio per tenere alla larga i nostri affetti.

Per la cronaca: io, piccola testa di cazzo senza cuore, preferisco non vedere mia madre piuttosto di essere veicolo di contagio o, peggio ancora, dovere fare i conti con il rimorso se dovesse finire in ospedale.

E come direbbero a Berlino... 





 

25/01/21

Rumino pensieri

Non ho mai preso sul serio la frase "questo libro mi ha cambiato la vita" e si che di libri ne ho letti (e ascoltati) parecchi.
Non mi è mai piaciuto recensirli: per me la lettura è un atto intimo e poi, diciamocelo, sono troppo pigra!
Mi piace però leggere le recensioni altrui e ricevere consigli da lettori e lettrici appassionate.
Difficilmente mi discosto dai generi che amo: narrativa, gialli, fantasy e l'incontrastato Re (S. King); adoro anche la maniera di raccontare la storia del prof. Alessandro Barbero e, quando posso scegliere, preferisco i podcast delle sue lezioni sempre venate di una deliziosa ironia.
In questi giorni però è successo qualcosa di strano: cercavo qualcosa da ascoltare in poche ore e mi sono imbattuta nell'audiolibro di Daniela Collu "Volevo solo camminare" racconto del suo cammino di  Santiago di Compostela.
Affrontare il cammino è un argomento che, seppure agnostica, mi ha sempre affascinata e incuriosita: è facile comprendere la spinta del credente che affronta questa sfida ma mi risultava ostica la motivazione di chi, ateo o agnostico, decide comunque di misurarsi con il cammino.
Alla fine dell'ascolto (nel corso del quale mi sono anche commossa) ho capito che non esiste una sola  motivazione ma c'è una motivazione diversa per ognuno, e ho capito anche che è un'esperienza alla portata di tutti, basta volerlo e avere il coraggio di non nascondersi dietro improbabili scuse.
Ovviamente anche questo libro non mi ha cambiato la vita ma mi ha messo un tarlo nella testolina e da giorni rumino pensieri e sono preda di ragionamenti complessi e arzigogolati, di un'altalena di emozioni e lunghi dibattiti interiori tra la me da poltrona che non si allontanerebbe mai dalla sua comfort zone e la me che ama camminare.
Tra le cose che sto valutando c'è l'impatto che potrebbe avere una cosa del genere sul fisico di una persona con una malattia autoimmune e, soprattutto, se davvero ho il coraggio necessario a fare il cammino da sola come mi piacerebbe.
Credo che non affronterò nuovamente l'argomento su questo blog, non nell'immediato e non finché non avrò preso una decisione; poi (forse) ne scriverò qui.


Foto presa qui (e a che ci siete leggete l'articolo ;)

14/01/21

Anno nuovo, vita vecchia

Progetti e buoni propositi per il nuovo anno stavolta non ne faccio la situazione è ancora troppo instabile e  mutevole, non vale la pena mettersi qui a dire "farò questo e farò quello" mentre la nostra vita è scandita da restrizioni e ordinanze che variano in base al numero dei contagi che, per inciso, continua a crescere.

Alcune cose succederanno comunque, che io le programmi o meno, e qualche novità familiare è in vista nei mesi a venire ma per il resto si galleggia in giorni che si assomigliano tutti da ormai troppo tempo. 

Sto qui, come un bambino annoiato seduto su un muretto a dondolare le gambe, a domandarmi se vale la pena di fare un bilancio dell'anno appena trascorso che fino alla fine si è divertito a tirarci calci in bocca e palettate di merda fango.

A prima vista, se guardo indietro vedo una grande oscurità fatta di noia, paura, rabbia, sconforto ma se mi fermo a riflettere a poco a poco, nel buio cominciano a brillare uno per volta i momenti belli: le piccole gioie, i traguardi e le soddisfazioni dell'anno appena trascorso.

Queste piccole stelle nel buio, per cui posso essere grata, sono più di quante credessi e questo mi fa stare bene.

Lascio qui una parola e il suo significato (fonte Wikipedia) sperando che diventi il mio/nostro mood per il 2021

RESILIENZA

"...la capacità di fare fronte in maniera positiva ad eventi traumatici, di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà, di ricostruirsi restando sensibili alle opportunità positive che la vita offre, senza alienare la propria identità..."