19/01/23

Post inutile

Come da titolo questo post è del tutto inutile per tutti tranne che per me. 
Ho voluto mettere questi pensieri nero su bianco per ricordare a me stessa che mi piaccio come sono.

Cose che ho imparato su me stessa:

Sono brava ad accettare le cose e farmene una ragione ma non sono altrettanto brava ad uscire dalla mia comfort zone.

Non amo lamentarmi e per questo non sopporto lagne e lamentazioni altrui.

Riesco a convivere con il dolore cronico ma mi intristisce enormemente doverne accettare la presenza costante come se fosse una cosa normale.

Mi piace imparare cose nuove: acquisire nuove conoscenze, anche piccole, mi provoca una sensazione di  benessere quasi fisica.

Amo alcune delle mie assurde manie e non vedo valide ragioni per cui dovrei liberarmene (tipo inaugurare il mese di novembre con il riascolto o la rilettura della saga di HP).

Ho dei limiti nei rapporti interpersonali che ho finalmente riconosciuto e sto cercando di abbattere.

Ho scoperto che è meglio ridere piuttosto che incazzarsi; difficile farlo ogni volta che parte l'incazzatura ma ci sto lavorando e con un discreto successo.

Il sarcasmo fa parte del mio modo di essere e di pensare, non posso e non voglio rinunciarci perché lo trovo divertente ma mi rendo conto che alcune volte non è necessario condividerlo col resto del mondo. 

Cedo un po' troppo alla pigrizia fisica e mentale, detestandomi per questo.

Non è necessario mettere a fuoco ogni singolo aspetto di me stessa e della mia vita, a volte le sfocature e le imprecisioni rendono tutto un po' più magico.

foto fatta da me :)


06/10/22

QUATTORDICI MESI...

E' il tempo passato dall'ultimo post. 

In questi quattordici mesi è successo di tutto: cose belle (poche ma buone) e cose brutte (un po' troppe per i miei gusti). 

Il problema sono sia le bastonate che arrivano inaspettate sia il fatto che si susseguono con ritmo sincopato. 

Ormai ho ricominciato a tenere le spalle contratte e la mascella serrata H24; rilassarsi è un optional e si campa aggrappandosi al pensiero che un altro giorno è passato e che domani andrà meglio.

Il mio sarcasmo sta raggiungendo vette da record e grazie al cielo non ho perso l'autoironia.

Ho notato però che, come già successo in passato, nei periodi di stress e fatica fisica e mentale il mio livello di tolleranza si abbassa molto, moltissimo, di più!!! 

E' tutto un frullìo e giramento di cabasisi: non sopporto più chi si lamenta per ogni cosa e chi parla in continuazione di malanni, malattie, lutti e catastrofi. Alcune volte sembra quasi che ci godano.

Mi rendo conto che non siamo tutti uguali: ci sono persone introverse che preferiscono metabolizzare le avversità e persone estroverse che preferiscono esternarle.

A queste ultime rivolgo il mio appello accorato: per favore ogni tanto evitate di comunicare urbi e orbi qualsiasi problema anche minuscolo, in quel momento la persona che avete di fronte potrebbe star attraversando un momento un pelino più drammatico dell'unghia incarnita* e mandarvi a quel paese senza passare dal via.

Io, nel frattempo, mi aggrappo al mio pensiero felice: mancano 79 giorni a Natale :)




(*del fidanzato della vicina del fratello della cugina di quarto grado del vostro padrone di casa)


04/08/21

La mia estate

Questa estate di caldo continuo ed asfissiante al punto che faccio fatica a respirare.
Questa estate arrivata troppo presto e in maniera esagerata.
Questa estate che mi toglie le forze e mi costringe a letto inattiva e nervosa, gonfia e dolorante, che ogni cosa diventa faticosa, che mi toglie l'appetito ma tanto non dimagrisco, che mi ha sballato il sonno, che mi annoia e mi rende apatica.
Questa estate piena di analisi e diagnosi, timori e speranze, voglie, rinunce e progetti folli.
Questa estate che somiglia in modo sgradevole ad un lockdown autoimposto.
Questa estate, che per quanto mi riguarda non finirà mai troppo presto, mi ha abbondantemente rotto i cabasisi!


15/03/21

Benvenuta Moka

Da poco più di una settimana abbiamo un nuovo membro in famiglia: si chiama Moka, quattro chili di tenerezza.
Attesa per oltre due mesi e finalmente accolta in casa con gioia ed emozione.
Si è abituata subito a dormire nella sua cuccia, non abbaia quasi mai ed è esilarante quando, un paio di volte al giorno, si lascia andare al "momento follia", cinque minuti di corse forsennate con derapate sui pavimenti e, occasionalmente, qualche craniata contro le gambe del tavolo.
Dopo un po' subentra la meditazione yoga, si blocca fissando il vuoto, crolla addormentata e comincia a russare sonoramente neanche fosse un omone che ha sollevato casse per tutto il giorno e si sia ubriacato prima di andare a dormire.
Se è vero che le proporzioni contano qui "qualquadra non cosa" perché non è possibile che un esserino così minuscolo faccia tanta pipì a meno che non sia 70% vescica e 30% cane, immediatamente è stata soprannominata "Vescica di Satana" e di conseguenza io sono diventata "nostra signora della scopa e dello straccio" per farla breve: l'eterna lotta tra il bene e il male.
Il post finisce qui, Vescica di Satana ha colpito ancora!





18/02/21

...affacciati alla finestra amore mio...


Ci ho messo otto giorni prima di scrivere questo post, sto invecchiando male e i tempi per metabolizzare i momenti "forti" diventano sempre più lunghi.
TralAlì si è laureata la scorsa settimana, ci sono stati momenti di commozione e panico, ricordi agrodolci, assenze che si sono rivelate più pesanti del previsto e una simpatica crisi allergica da bouquet che mi ha costretto a ricorrere al cortisone ma mi ha anche aiutato a mascherare qualche lacrimuccia di troppo. 
Ha voluto che ad incoronarla fosse suo fratello al quale ha regalato una fogliolina d'alloro come augurio per la sua laurea futura.  
A proposito di Sid, aveva comprato una decina di tubi sparacoriandoli per festeggiare la sorella e nell' euforia del momento è riuscito ad esploderli tutti lui , per la cronaca: ho provato a resistere ma alla fine ho mollato la presa per paura che mi partisse in faccia. 
Anche per lei proclamazione on line e festeggiamenti casalinghi, niente amici, niente scherzi goliardici tradizionali, tutto un po' sottotono e la mancanza fisica degli amici e dei parenti più cari si è sentita parecchio.
Della pandemia ricorderemo anche questo: un intero anno accademico di laureati al balcone.



Buona vita figlia mia 💖





                                           


09/02/21

Sono ricc...ah, no!


Ogni mattina una Daniela si sveglia e sa che, aprendo la posta elettronica, scoprirà di essere ricca a sua insaputa.😄 

02/02/21

Punti di vista (fateviica##ivostri)

Durante questa pandemia abbiamo scelto (e continuiamo a farlo) di proteggere noi stessi e le persone a noi care: nessuno di noi quattro incontra gli amici, abbiamo azzerato le uscite non necessarie e anche le visite mediche non urgenti (io pagherò un prezzo alto per questo, lo so già). Non si può andare a mangiare fuori ma, per dare una mano, una volta a settimana ordiniamo a domicilio dai ristoratori che frequentavamo abitualmente. 

Le nonne sono piuttosto anziane e mio cognato è cardiopatico quindi cerchiamo di evitare visite e contatti. Nessuno di noi ha voglia di contrarre questo virus dal quale non sai cosa aspettarti visto che si comporta come una roulette russa: positivo asintomatico, positivo pauci sintomatico e via via sempre peggio fino ad ucciderti.

Non abbiamo festeggiato i 50 anni del Bello e ci siamo limitati ad ospitare le nonne solo per il pranzo di Natale con tutti gli accorgimenti del caso: tavola in salotto allungata come se fossimo 20 (eravamo solo in sette) per tenere più spazio possibile tra i commensali, timer nel cellulare per ricordarci di arieggiare la stanza ogni ora, detergente con alcool, disinfettante e rotolo di carta al posto degli asciugamani in bagno, niente baci e abbracci.

Non ci vedevamo dai primi di ottobre e continuiamo a non vederci se non in video chiamata. Unico strappo alla regola una domenica pomeriggio per il compleanno di mia madre, ma sono andata da sola per portarle il regalo e mi sono fermata per un'oretta senza togliere la mascherina.

Tirando le somme la sensazione è di essere assediati e non passa giorno senza sentire o pronunciare la fatidica frase: "sai chi è risultato positivo?"

Segui le regole e i comportamenti consigliati e realizzi che questi 11 mesi assurdi stanno cominciando a presentare il conto in termini di stanchezza mentale e fisica, sai che non potrà migliorare se non quando (quando?) questo virus sarà finalmente debellato e aspetti, sopporti, cerchi di dare coraggio anche quando ti viene voglia di urlare per la frustrazione. 

Nel frattempo guardi con schifata costernazione chi continua a minimizzare o addirittura negare la gravità della situazione.

Ma la cosa che mi fa diventare una iena più dei minimizzatori, dei negazionisti, dei nasi fuori dalla mascherina e dei vaccinofobi del piffero sono quelli/e (alcuni/e nemmeno li/e conosco di persona) che non si fanno i cazzi propri e che durante le conversazioni telefoniche si permettono di giudicare e criticare il nostro mantenere le distanze.

LORO non potrebbero rinunciare MAI ad abbracciare madri/padri/sorelle/fratelli fino alla settima generazione, LORO agli affetti ci tengono TROPPO e non potrebbero stare tutto questo tempo senza incontrarsi!!!

Da ciò si evince che noi, invece, siamo delle piccole teste di cazzo esagerate, senza cuore né sentimento che abbiamo approfittato della paura del contagio per tenere alla larga i nostri affetti.

Per la cronaca: io, piccola testa di cazzo senza cuore, preferisco non vedere mia madre piuttosto di essere veicolo di contagio o, peggio ancora, dovere fare i conti con il rimorso se dovesse finire in ospedale.

E come direbbero a Berlino... 





 

25/01/21

Rumino pensieri

Non ho mai preso sul serio la frase "questo libro mi ha cambiato la vita" e si che di libri ne ho letti (e ascoltati) parecchi.
Non mi è mai piaciuto recensirli: per me la lettura è un atto intimo e poi, diciamocelo, sono troppo pigra!
Mi piace però leggere le recensioni altrui e ricevere consigli da lettori e lettrici appassionate.
Difficilmente mi discosto dai generi che amo: narrativa, gialli, fantasy e l'incontrastato Re (S. King); adoro anche la maniera di raccontare la storia del prof. Alessandro Barbero e, quando posso scegliere, preferisco i podcast delle sue lezioni sempre venate di una deliziosa ironia.
In questi giorni però è successo qualcosa di strano: cercavo qualcosa da ascoltare in poche ore e mi sono imbattuta nell'audiolibro di Daniela Collu "Volevo solo camminare" racconto del suo cammino di  Santiago di Compostela.
Affrontare il cammino è un argomento che, seppure agnostica, mi ha sempre affascinata e incuriosita: è facile comprendere la spinta del credente che affronta questa sfida ma mi risultava ostica la motivazione di chi, ateo o agnostico, decide comunque di misurarsi con il cammino.
Alla fine dell'ascolto (nel corso del quale mi sono anche commossa) ho capito che non esiste una sola  motivazione ma c'è una motivazione diversa per ognuno, e ho capito anche che è un'esperienza alla portata di tutti, basta volerlo e avere il coraggio di non nascondersi dietro improbabili scuse.
Ovviamente anche questo libro non mi ha cambiato la vita ma mi ha messo un tarlo nella testolina e da giorni rumino pensieri e sono preda di ragionamenti complessi e arzigogolati, di un'altalena di emozioni e lunghi dibattiti interiori tra la me da poltrona che non si allontanerebbe mai dalla sua comfort zone e la me che ama camminare.
Tra le cose che sto valutando c'è l'impatto che potrebbe avere una cosa del genere sul fisico di una persona con una malattia autoimmune e, soprattutto, se davvero ho il coraggio necessario a fare il cammino da sola come mi piacerebbe.
Credo che non affronterò nuovamente l'argomento su questo blog, non nell'immediato e non finché non avrò preso una decisione; poi (forse) ne scriverò qui.


Foto presa qui (e a che ci siete leggete l'articolo ;)

14/01/21

Anno nuovo, vita vecchia

Progetti e buoni propositi per il nuovo anno stavolta non ne faccio la situazione è ancora troppo instabile e  mutevole, non vale la pena mettersi qui a dire "farò questo e farò quello" mentre la nostra vita è scandita da restrizioni e ordinanze che variano in base al numero dei contagi che, per inciso, continua a crescere.

Alcune cose succederanno comunque, che io le programmi o meno, e qualche novità familiare è in vista nei mesi a venire ma per il resto si galleggia in giorni che si assomigliano tutti da ormai troppo tempo. 

Sto qui, come un bambino annoiato seduto su un muretto a dondolare le gambe, a domandarmi se vale la pena di fare un bilancio dell'anno appena trascorso che fino alla fine si è divertito a tirarci calci in bocca e palettate di merda fango.

A prima vista, se guardo indietro vedo una grande oscurità fatta di noia, paura, rabbia, sconforto ma se mi fermo a riflettere a poco a poco, nel buio cominciano a brillare uno per volta i momenti belli: le piccole gioie, i traguardi e le soddisfazioni dell'anno appena trascorso.

Queste piccole stelle nel buio, per cui posso essere grata, sono più di quante credessi e questo mi fa stare bene.

Lascio qui una parola e il suo significato (fonte Wikipedia) sperando che diventi il mio/nostro mood per il 2021

RESILIENZA

"...la capacità di fare fronte in maniera positiva ad eventi traumatici, di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà, di ricostruirsi restando sensibili alle opportunità positive che la vita offre, senza alienare la propria identità..."





 

20/12/20

-5 a Natale

Il mio spirito natalizio collassa ad intervalli regolari. Mi sento come quei medici dei telefilm che continuano ostinatamente a praticare il massaggio cardiaco rifiutando l'idea di perdere il paziente.


immagine presa qua





15/12/20

-10 giorni a Natale

Tutto e il contrario di tutto: cambi continui di colore nelle regioni, apri i negozi, chiudi i negozi, puoi passeggiare in centro ma non fermarti a chiacchierare però puoi metterti in coda per entrare nei negozi, puoi andare nei centri commerciali ma devi fare la fila perché vi facciamo entrare pochi alla volta, puoi mangiare al ristorante ma solo d'asporto; anzi no: puoi sederti ma solo a pranzo. Puoi metterti in coda per fare shopping ma non per visitare una mostra. Nei giorni di festa non puoi spostarti di comune, anzi no, forse si ma tanto chiudiamo tutto e non hai dove andare. Certo che quest'anno, che già lo spirito del Natale faticava a venire a galla, ci stanno mettendo a dura prova. 
Io continuo a limitare le uscite allo stretto indispensabile, scelgo gli orari meno affollati e pianifico con cura l'itinerario (mi auto proclamo stratega dello shopping fisico), entro con lista alla mano per ridurre i tempi di stazionamento e sanifico le mani ogni volta che entro ed esco da un negozio. Tutto molto stressante, torno a casa stanca come se avessi affrontato la mezza maratona e con la pelle delle mani arrossatissima che invoca clemenza, acqua e sapone e crema idratante. Le uniche uscite extra sono quelle per andare dal dentista... 'na botta de vita pazzesca: ogni volta mi tira via un molare :(
Tra sortite disinfettate e acquisti on line ho chiuso la lista dei regali già lo scorso venerdì e mi limito a monitorare gli ultimi pacchi vaganti affidati al corriere.
A proposito di acquisti on line.. avevo bisogno di una salsiera con piattino (che mi sono scocciata ogni anno a chiederla in prestito a mia madre e vivere con l'ansia di danneggiare la sua salsiera antica) il 30 novembre (seiv de deit!) su un noto franchising nazionale ne trovo una semplicissima: tutta bianca con piattino, decoro molto simile a quello del servizio buono, costo ragionevole. Opto per il servizio "clicca e ritira in negozio". Dopo 11 giorni e due solleciti al servizio clienti, finalmente arriva la comunicazione che il mio pacco è arrivato in negozio e posso ritirarlo; vado, e per non rimanere più del necessario evito di aprire e controllare il pacco in negozio. Torno a casa, apro il pacco e.... C'E' SOLO IL PIATTINO! 
SUL SERIO? CI HAI MESSO 11 GIORNI PER PREPARARE UN PACCO E SEI RIUSCITO A DIMENTICARE DI INFILARE LA SALSIERA NELLA SCATOLA ? 
Avviata la procedura di segnalazione del disservizio ho ricevuto una mail (automatica?) nella quale mi dicono che verrò contattata quanto prima... 4 giorni e tutto tace :(

Chiudiamo con un nota positiva: ho ricevuto in dono il delizioso Quaderno delle liste di Natale di Valefatina del blog Brodo di Coccole
Ovviamente il 2020 non merita tanta bellezza, lo userò il prossimo anno


09/12/20

Sapevo che...

 ...sarebbe successo prima o poi ma ha fatto tanto male lo stesso.

Ho visto su Instagram una foto particolare ed ho pensato: "telefono a papà" e immediatamente dopo il pensiero: "non c'è più!" accompagnato da un dolore allo stomaco come se mi avessero sferrato un pugno.

Mi manchi.

02/12/20

Dicembre!


Poche righe solo per celebrare l'inizio di dicembre e la quasi fine di quest'anno horribilis.
Luce!
Del bisogno di luce abbiamo scritto tra i commenti al post precedente, ma l'ho ritrovato anche al di fuori di questo micromondo: Instagram, per esempio, si è riempito di alberi di Natale già a metà del mese scorso.
Abbiamo bisogno della magia di Natale. 
Luce, calore e magia per accompagnarci alla fine di quest'anno con la speranza che il 2021 sia meno pesante.

La neve e lo sfondo natalizio sono di Iole






24/11/20

Illusioni, delusioni e...rivincite

Il problema non erano i tre metri di altezza ma i due metri e 9 centimetri di larghezza!

Andiamo per ordine: venerdì sera decido che è arrivato il momento di fare l'albero, persuado Sid ad accompagnarmi in garage per prendere il pacco prima che scatti il coprifuoco delle 22.
In un primo momento proviamo a sollevarlo ma ben presto ci rendiamo conto che 30 chili di pacco da portare a piedi fino a casa non sono esattamente una passeggiata di salute quindi lo carichiamo in macchina e amen!
Esaltata come non mai comincio a fare spazio in salotto, sposto un paio di mobili e tappeti e finalmente arriva il momento tanto desiderato: monto il "tronco" e poi pian piano i vari rami a gancio, rigorosamente dall'alto verso il basso, verso le 23.30 sono a meno di un terzo del lavoro e, sveglia dalle 5,30, sto crollando dal sonno.
Ho imparato a mie spese che è inutile trascinarsi i lavori quando si è stanchi quindi decido di andare a dormire. 

Sabato mattina ore 6.30 sono già sveglia come un grillo: mi fiondo giù dal letto, faccio colazione, sistemo un po' casa e torno in salotto:  segui il colore, aggancia il ramo, allarga i rametti - aggancia il ramo, allarga i rametti - aggancia il ramo, allarga i rametti... arrivo al penultimo giro, pian piano l'albero comincia a prendere forma è stupendo ma sembra largo, tanto largo, troppo largo...provo a spingerlo a parete ma è sempre troppo largo ingombra quasi metà della larghezza della stanza e so già che, a meno di traslocare i mobili altrove, non potrei mettere la tavola in salotto per la cena di Natale.
Va be' che quest'anno saremo quattro gatti ma spero che il prossimo anno potremo tornare a festeggiare in tanti e non mi va di avere un problema che si presenterà ogni anno.
Comincio a scoraggiarmi; metro alla mano misuro l'ingombro negli altri angoli del salotto ma è tutto inutile: è davvero troppo ingombrante.
Marito con (non richiesta) schiettezza dice che sarebbe più adatto alla hall di un albergo.
Piccola crisi di nervi con piantino annesso e poi l'amara presa di coscienza e la triste decisione: lo cambio con un meno ingombrante.

Accompagnata dal sant'uomo che ho sposato (si, va be' è lo stesso che ogni tanto si trasforma in Furio), torno in negozio, faccio il reso e ne scegliamo uno alto 240 cm controllando che il diametro non superi i 150 cm (sbagliando si impara) e, contentino degli scemi, prendo anche un' altra serie da 1000 luci dorate con un'adorabile funzione che memorizza il gioco di luci scelto senza costringermi ogni sera a strisciare pancia a terra sotto l'albero per selezionarlo nuovamente, che ormai c'ho una certa età e scricchiolo come un pacchetto vuoto di patatine.
Personalmente 2000 lucine mi sembrano la quantità adatta per un albero ben illuminato, alle mie spalle si maligna che davanti al nostro albero ci si può abbronzare.

Lì per lì, con ancora negli occhi l'altezza del precedente, mi sembrava bassino ma devo ammettere che una volta addobbato ed illuminato fa la sua bella figura, le proporzioni sono adatte alla stanza e sono assolutamente soddisfatta del risultato finale.
Allego foto ;)



E la rivincita, direte voi? Mmmh mi sono fatta prendere un po' la mano ed ho allestito un secondo alberello (minimalista) in corridoio... 




...ed un terzo in cucina-soggiorno, dove fa bella mostra di sè il nanerottolo, schiacciato contro la parete con parte dei rami chiusi (grazie Liria XD) e addobbato con palle e festoni come quelli della mia infanzia.



Il prolo e la prola hanno provato a sfottere dicendo che ce ne vorrebbe un quarto nell'ingresso ma sono magicamente ammutoliti quando ho ricordato loro che nella casa di Transumaville c'è un vecchio albero di Natale e che potrei farci un pensierino e portarlo in città.




18/11/20

Addio "nanerottolo"... o forse no.

Il primo anno da sposata non ho fatto l'albero di Natale, avevamo subìto un lutto recente molto doloroso e non c'era la minima voglia di festeggiare. 

L'anno successivo avevo già una neonata in casa e decidemmo di comprare il nostro primo albero.

Incursione in un un grande magazzino con bambina nel marsupio e marito a seguito. 

Avevo già ben chiari i requisiti: l'albero (rigorosamente artificiale visto che ad addobbare quelli naturali mi si riempie la pelle di piccoli puntini rossi) doveva essere fronzuto, con aghi resistenti per durare negli anni senza spelacchiarsi e soprattutto alto, molto alto perché vivo in una casa antica e i soffitti misurano circa 4 metri.

Abbiamo trascorso un'ora ad esaminare attentamente la qualità e la forma dei vari alberi esposti e alla fine scelto l'albero ideale: un po' più caro degli altri ma di ottima fattura, robusto e resistente.

Tornata a casa, emozionatissima, comincio a montarlo e, sempre più perplessa, mi rendo conto che nonostante il suo metro e ottanta, in proporzione all'altezza dei soffitti, l'albero risultava un nanerottolo.

In risposta al mio piagnucolio "...maaa sembraaavaaaa più altooooo!" marito domanda: "non ti sei accorta che tutti gli alberi erano esposti su una pedana alta almeno 60 centimetri?" 

Cala un silenzio gelido mentre visualizzo l'esposizione degli alberi; poi la triste presa di coscienza: impegnata ad esaminarli uno per uno, non avevo dato peso alla presenza della pedana.

Superato il trauma (e senza nessuna scusa per comprarne uno nuovo visto il prezzo) anno dopo anno il nanerottolo è stato montato ed addobbato con amore, ma in fondo al cuore c'era sempre il rammarico di non aver fatto attenzione alla pedana. Oltretutto la qualità, requisito fondamentale al momento dell'acquisto, era davvero buona e per oltre 20 anni non ci sono stati cedimenti.

Alla fine del 2018 ho preso LA decisione: avrei messo da parte una piccola somma ogni settimana in modo da arrivare a novembre 2019 con la cifra necessaria per acquistare l'albero dei miei sogni ma la morte di mio padre, in febbraio, ha cancellato la voglia di feste, alberi e quant'altro e il Natale dello scorso anno è trascorso piuttosto sottotono

Quest'anno ho rotto gli indugi e l'ho comprato: 3 metri di splendore (senza pedana XD) che tra qualche giorno prenderà il proprio posto in salotto.

Ho un po' di ansia da prestazione: basteranno gli addobbi e luci che già possiedo? 

Risposta di marito e prole in coro: abbiamo materiale per addobbare 3 alberi di Natale!!! O.O

Vero, negli anni ho accumulato parecchi addobbi...quasi quasi mi sta venendo una mezza idea... l' albero nuovo in salotto e il nanerottolo nell'ingresso!

Basterebbe aspettare che si addormentino tutti e metterli davanti al fatto compiuto. 

MUAHAHAH

Seguono aggiornamenti...



09/11/20

"Frolli" punti di vista

Durante l'infanzia sono stata la disperazione del nonno paterno. 

La domenica mattina lui, rasato di fresco e profumato di dopobarba, passava a prendermi e insieme andavamo in edicola e in pasticceria, ordinava i dolci per tutti e poi mi pregava di scegliere un dolcetto.

Restavo lì indecisa, a fissare la vetrina e alla fine sceglievo a caso qualcosa che poi regolarmente a casa, con somma delusione del nonno, non avrei mangiato.

Non mangiavo dolci, non mi piacevano, mi limitavo a leccare via le fragole dalle paste e mi dannavo quando addentavo una fragola di martorana (pasta reale) che non sapeva di fragola ma di mandorla.

Negli anni ho recuperato (troppo) e se fosse per me i dolci li servirei al posto degli antipasti quando, non ancora sazio, li puoi gustare in tutto il loro splendore.

Sono davvero pochi i dolci che non mangio: i macaron, tutti i dolci con la banana (sia nell'impasto che tra le decorazioni) e lei, la più amata dagli italiani, la pasta frolla.

Io detesto la frolla, ancor di più quella "montata" e più che mai quella che "ci ho aggiunto un pizzichino di lievito per renderla più morbida"! 

Ovviamente non la preparo quasi mai se non per accontentare marito che ogni tanto riemerge dalla monomania della torta di mele e chiede la crostata alla marmellata. Seguono lunghe trattative nel corso delle quali io propongo numerose alternative e lui resta arroccato sulla crostata. La discussione si conclude sempre con lo stesso scambio di battute:

Lui: non la vuoi fare perché non ti viene bene! (😒 se non mi viene bene perché la mangi?).

Io: non la voglio fare perché non mi piace!

E non è una bugia: se una cosa non mi piace non riesco a cucinarla e mi capita anche con i cibi salati.

Quando cucino ho bisogno di amare quello che faccio, di essere incuriosita da un cibo nuovo, di pregustare il risultato...non parliamo poi dell'umore che condiziona il risultato finale. Posso preparare dolci se il mio umore è neutro, se sono felice, se sono triste, ma è meglio che mai io prepari dolci se sono incazzata; il risultato è spaventoso e qualche volta finisce dritto nella pattumiera.

Arrivata a questo punto la domanda sorge spontanea: sono l'unica che ha questo legame tra l'umore, il piacere e il cibo o capita anche a voi?

Se ne avete voglia fatemi sapere.

Ciao.










05/11/20

Karma...e sangue freddo

I dpcm sono ormai diventata l'unità di misura dello scorrere del tempo in questo anno che difficilmente dimenticheremo.

Tra un dpcm e l'altro il mese di ottobre è scivolato via velocissimo e ci ritroviamo a novembre con una nuova serie di restrizioni nel tentativo di rallentare i contagi che ormai anche qui in terronia stanno diventando, purtroppo, pane quotidiano e cominciano a colpirci da vicino: non passa giorno senza che arrivi la notizia che qualche parente, amico, conoscente, collega è risultato positivo al tampone. 

In famiglia si cerca di mantenere il buon umore e la speranza, si esce pochissimo e solo per lo stretto indispensabile, cerchiamo di proteggere le nonne che ormai non vediamo da oltre una ventina di giorni con la speranza di poterci riunire senza pericolo almeno per le feste. 

Personalmente cerco di non farmi prendere dal panico e dalla disperazione; affronto un giorno alla volta  sforzandomi di pensare positivo, di cercare la bellezza e i pensieri positivi, impegnandomi in nuovi progetti che mi tengano occupata: uncinetto, gruppi di lettura, corsi on line di bon ton (non è mai troppo tardi per diventare una donnina a modo), pianificazione del Natale a dita incrociate (nuova disciplina legata all'andamento dei dpcm).

Mi rifiuto di farmi contagiare da quella che sembra essere diventata la moda del momento soprattutto sul web: sfogare sugli altri la propria frustrazione.

A marzo si diceva che saremmo usciti migliori da questa pandemia, sono passati sei mesi, la pandemia è ancora in corso e mi sembra che la gente faccia a gara per dare il peggio di se: su qualsiasi social è tutto un fiorire di offese, cattiverie, malignità. Urla virtuali che però hanno anche loro un lato positivo: mi aiutano a capire molto velocemente con chi non voglio interagire.

Non parliamo poi dei detentori-illuminati-tuttologi delle Verità Assolute (faccia di me perplessa e leggermente schifata). Recentemente ho scoperto una cosa bellissima che mi ha aperto gli occhi su determinati atteggiamenti e mi ha fatto ridere pensando ad alcuni soggetti dell'entourage familiare, si tratta del cosiddetto Effetto Dunning-Kruger cliccate sulle parole in grassetto e vi si aprirà il link che vi consiglio di leggere ;)

Ma il karma che c'entra? C'entra, c'entra! 

Per una vita ho schifato e snobbato Facebook, avevo un account, creato giusto per tenere d'occhio la figliolanza, che poi ho cancellato senza neppure togliere la ragnatele quando i ragazzi hanno abbandonato FB. 

Poi è arrivato il secondo dpcm d'autunno (suona romantico ma non lo è) e hanno chiuso le palestre, a questo punto la struttura dove seguo i corsi di power yoga ha pensato bene di continuarli on line e tra tutte le meravigliose soluzioni messe a disposizione dalla tecnologia moderna ha scelto FB.

Perplessa e incredula ho dovuto fare buon viso a cattivo gioco e pur di continuare (l'inattività del primo lockdown non ha fatto bene alle mie articolazioni) ho creato un account sul social che più detesto. 

Se non è karma non so come chiamarlo!

 

18/10/20

...isti

Negazionisti, complottisti, menefreghisti, edonisti, polemisti.

Tanti "isti" un solo grande risultato: stanno tornando le restrizioni anti-contagio con mini lockdown, orario di chiusura anticipato per diverse attività, mascherine obbligatorie all'aperto, divieti vari ed eventuali.

Ed eccomi qui con "l'ansietta" che si sta nuovamente arrampicando sulla spalla a pensare freneticamente come riuscire a comprare per tempo e in maniera meno traumatica possibile i regali di Natale,  a modificare per la quarta o quinta volta i festeggiamenti per i 50 anni del Bello (di questo passo festeggerà da solo chiuso in cucina) a cercare di organizzare le prossime settimane cercando di anticipare e concentrare nel minor tempo possibile analisi, visite mediche e impegni vari.

Attività mentale piuttosto vivace (anche se il risultato è un enorme stato confusionale che non aiuta per niente) mentre in realtà vorrei nascondermi sotto le coperte e sbucare fuori quando tutto questo sarà finito. 



15/09/20

Bentornato Settembre

In agosto avrei potuto scrivere parecchio ma sarebbero stati post malmostosi, pieni di insofferenza, fastidio, nervosismo, stanchezza, dolore e rabbia.

Mi sono detta che non valeva la pena di lasciare traccia di tutto ciò, che mettere nero su bianco tutti quei sentimenti negativi sarebbe stata solo un’inutile perdita di tempo il cui unico risultato sarebbe stato dare un’importanza eccessiva a cose, fatti e persone che non la meritano affatto.

Ho lasciato scorrere i giorni e nel frattempo ho raccolto, custodito e curato piccoli istanti preziosi di bellezza e gioia.

Voglio che di questa estate lunga e anomala restino le emozioni gradevoli come la bellezza effimera delle nuvole, delle onde e dei fiori






























04/08/20

Ringraziamenti e piani di fuga

Un doveroso ringraziamento climatico al mese di luglio che è stato come quelli della mia infanzia: caldo sopportabile di giorno, fresco ristoratore durante la notte.
Purtroppo luglio è terminato ed agosto è entrato a gamba tesa con tre giorni di caldo afoso h24. 
Per tre giorni all'alba si è ripetuta la scena penosa di me che alle 5.45 uscivo in terrazzo, respiravo vapore e dopo due minuti ero nuovamente a letto con l'aria condizionata rinunciando alla mia camminata mattutina. 
Camminata che dopo un mese sta cominciando a dare i primi risultati a livello fisico, che mi aiuta a sfogare tensioni, rabbia e malumori e che spesso viene conclusa con un tuffo a mare (semivestita).
Tra i motivi di malumore di questa estate spicca quello che sembra essere diventato il passatempo preferito del parentame ossia dispensare una quantità spropositata di consigli non richiesti. 
Signore e signori se si chiamano consigli non richiesti e se mi fanno imbufalire fatevi una domanda e datevi una risposta.
Aggiungiamoci anche che, grazie alla straordinaria organizzazione di marito e figlia, per una decina di giorni avrò la casa piena di persone. 
La classica ciliegina sulla torta visto che la stanchezza mentale e fisica che mi accompagna da mesi è più presente che mai.
Comincio a valutare vie di fuga alternative...